|
C’era qualcosa di magico nella pellicola. |
|
|
Forse quella parola "imprimere" e quel senso di "per sempre" che non lasciava neppur lontanamente immaginare come la fotografia si sarebbe sviluppata in senso diametralmente opposto.
Non più fissare, ma memorizzare più volte, spostando, cancellando e via così.
Oggi la pellicola è una scheda di memoria. Volatile e fragile.
Si dice che questa sia la prima immagine fissata “stabilmente”, prima su pellicola e poi su carta.
1816 Stabilizzazione, tramite l’acido nitrico, di un’immagine ottenuta su carta sensibilizzata al cloruro d’argento (J.N. Niépce)
1822 Prima immagine al bitume di Giudea (J. N. Niépce)
1824 Eliografia (J.N. Niépce)
1826 Prima fotografia fissata stabilmente (J.N. Niépce)
Io non so cosa sia il “bitume di Giudea”, ma mi affascina la storia di questi pionieri. E un po’ mi sento ignorante analogico in un mondo dove sono ignorante digitale al 100%.
Infatti, il modo in cui “non si fissa” un immagine digitale su qualche supporto ancora non l’ho capito. Quindi studio in piena serendipità e provo a buttare giù degli appunti copiati qua e la!
La prima cosa da conoscere è il “Photodetector” o Sensore di immagini:
Un sensore di immagini o sensore ottico è un dispositivo che converte una immagine ottica in un segnale elettrico. Questi componenti vengono utilizzati soprattutto nelle fotocamere digitali, nelle telecamere e in altri dispositivi che trattano elettronicamente immagini.
e qui mi fermo per capirne meglio l’importanza e approfondire le due tecnologie: la CCD e la CMOS.

Categories
Tag Cloud
Blog RSS
Comments RSS

Void « Default
Life
Earth
Wind
Water
Fire
Light 