Con Photoshop è possibile adottare diverse tecniche per eliminare le rughe. Quella che ho trovato oggi, mi sembra abbastanza interessante e facile da implementare.
E’ basta sul filtro “Polvere e grana” e la potete trovare in modalità videotutorial su Graficainlinea.com.
In due minuti ho rovinato una foto che mi ha fatto Francesco per ottenere l’effetto svecchiamento ![]()
In effetti, il tutto è un po’ troppo ammorbidito, ma da qui vorrei partire per analizzare altre tecniche similari e magari più performanti.
Con rughe (cliccare sull’icona o direttamente sulla foto)
Senza rughe (cliccare sull’icona o direttamente sulla foto)
Enjoy!

La nuova Nikon Coolpix S1000pj, per ora solo in prevendita su Amazon, sembra aprire un nuovo e decisivo capitolo nel mondo della fotografia digitale.
Il proiettore integrato, è un flashback a Star Wars, mica da ridere!
Le basi della fotografia non possono prescindere dalla profonda conoscenza della “luce” e delle sue regole.
La luce che noi umani riusciamo a percepire, è una miscela di radiazioni (raggi) delle quali riusciamo a vedere solo una porzione. L’occhio umano, infatti, è in grado di gestire solo una parte del più ampio spettro magnetico e, in particolare, la sezione che viene normalmente compresa frai 400 e i 700 nanometri (miliardesimi di metro), anche se alcuni esseri umani riescono ad allungare questa porzione fino a 730 nm, avvicinandosi ai raggi infrarossi, o i 380 nm avvicinandosi a quelli ultravioletti.
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La luce è dunque una forma di energia che irraggia dalle sorgenti luminose (naturali o artificiali) e da esse si propaga in tutte le direzioni alla velocità di 300.000 km/s.
I suoi raggi colpiscono le superfici e si comportano in modalità diverse a seconda che quest’ultime li riflettano o li assorbano.
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Possiamo infine asserire che tutti i corpi in natura assorbono la luce, a causa della rugosità delle loro superfici, ma poi riflettono parte di questa luce comportandosi in maniera diversa a seconda del grado di ruvidità.
L’interesse della fotografia è tutto concentrato sulle luci diffuse, perchè quelle riflesse (vetri, specchi, ecc.) sono difficili da gestire.
Un esempio di luce diffusa è uno spot orientato verso il soffitto.
Il fotografo, dunque, si trova a dover gestire bene la luce diffusa e a dosarne la quantità da far passare alla fotocamera, in modo da dare alle foto una corretta luminosità. La luce passa attraverso l’obiettivo e i rubinetti per dosarla sono il diaframma e l’otturatore.
Se dovesse entrare troppa luce otterremo delle foto eccessivamente chiare (sovraesposte), se invece ne dovesse entrare troppo poca, avremo come risultato delle foto molto scure (sottoesposte).
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| Immagine sovraesposta | Immagine normale | Immagine sottoesposta |

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