Uno dei primi ostacoli (a volte insormontabile) nella comprensione delle logiche di Photoshop è sicuramente l’utilizzo dei “livelli”.
Sfogliando le innumerevoli guide sul web, ci si imbatte quasi sempre sulla frase: “Innanzitutto creiamo un nuovo livello….”, oppure: “Prima di tutto duplichiamo il livello…..”.
Ma perchè? Da cosa è dettata questa logica?
Grazie a questo tutorial di Html.it….
Di solito, quando si disegna o si dipinge, con un pennello o piuttosto con una matita o con qualsi altro strumento di disegno su foglio, tela ecc., in seguito ad un errore di qualsiasi natura solo con difficoltà si ha la possibilità di porre rimedio velocemente e senza inconvenienti al pasticcio. Nelle applicazioni di disegno digitale, in genere, tutto questo non rappresenta un guaio poiché in essi vengono utilizzati dei fogli virtuali; una sorta di lucidi sovrapponibili in sequenza preferita e in quantità il cui limite risulta essere quasi indefinito. Diventa subito intuibile, quindi, che i layer, possono essere creati duplicati ed eliminati a piacimento con tutti i vantaggi che ne conseguono.
si intuisce che Photoshop ci considera un po’ “castroni”, per cui ci mette a disposizione questa opportunità che ci salva dai guai.
Ma i livelli non servono solo a questo, per cui un po’ di link per approfondire non fanno certo male:
| Flickr | Smugmug | Picasa Web | Windows Live | ||
| Lightroom | Yes | Yes | Yes | Yes | Can’t Find One |
| Picasa | Yes | Yes | Yes | Included | Can’t Find One |
| Aperture | Yes | Yes | Yes | Yes | Can’t Find One |
| Windows Live Photo | Yes | Yes | Yes | Yes | Incuded |
| iPhoto | Yes | Yes | Yes | Yes | Can’t Find One |
| gimp | Yes (linux) | Kind Of | Can’t Find One | Yes (linux) | Can’t Find One |
Post from: Digital Photography School – Photography Tips.
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C’era qualcosa di magico nella pellicola. |
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Forse quella parola "imprimere" e quel senso di "per sempre" che non lasciava neppur lontanamente immaginare come la fotografia si sarebbe sviluppata in senso diametralmente opposto.
Non più fissare, ma memorizzare più volte, spostando, cancellando e via così.
Oggi la pellicola è una scheda di memoria. Volatile e fragile.
Si dice che questa sia la prima immagine fissata “stabilmente”, prima su pellicola e poi su carta.
1816 Stabilizzazione, tramite l’acido nitrico, di un’immagine ottenuta su carta sensibilizzata al cloruro d’argento (J.N. Niépce)
1822 Prima immagine al bitume di Giudea (J. N. Niépce)
1824 Eliografia (J.N. Niépce)
1826 Prima fotografia fissata stabilmente (J.N. Niépce)
Io non so cosa sia il “bitume di Giudea”, ma mi affascina la storia di questi pionieri. E un po’ mi sento ignorante analogico in un mondo dove sono ignorante digitale al 100%.
Infatti, il modo in cui “non si fissa” un immagine digitale su qualche supporto ancora non l’ho capito. Quindi studio in piena serendipità e provo a buttare giù degli appunti copiati qua e la!
La prima cosa da conoscere è il “Photodetector” o Sensore di immagini:
Un sensore di immagini o sensore ottico è un dispositivo che converte una immagine ottica in un segnale elettrico. Questi componenti vengono utilizzati soprattutto nelle fotocamere digitali, nelle telecamere e in altri dispositivi che trattano elettronicamente immagini.
e qui mi fermo per capirne meglio l’importanza e approfondire le due tecnologie: la CCD e la CMOS.

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